Quotazioni e quorum per il nuovo inquilino del #Quirinale (elezioni del #presidentedellarepubblica )

Con l’appropinquarsi delle dimissioni annunciate di Napolitano II si è già aperto da tempo il toto scommesse su chi salirà al colle. Lo spettacolo messo in scena su Prodi due anni fa è di quelli patetici e vergognosi, di quelli che solo la DC è riuscita a mettere in campo. D’altronde un partito così grande non può che spaccarsi, almeno quando può decidere una partita da solo (dalla quarta votazione il PD da solo può eleggere il Presidente).

Si pubblicano di seguente le quotazioni per come sono state sponsorizzate dai Duchi di Bragança:

Romano Prodi (1/4): il politico migliore della seconda repubblica è anche uno dei peggiori comunicatori. È una persona molto seria e si può perfino fare affidamento sulla sua parola. Non si candiderà, non è un candidato (di certo non del PD), ma ovviamente accetterebbe un responso a suo favore. Non può non essere il favorito, dato lo spessore internazionale, in Unione Europea e oltre. È il candidato di Renzi, ma non di Berlusconi, il quale ormai conta come il 2 di picche quando si gioca a curling. Infatti il problema sarebbero i Cuperlo estensori di un D’Alema ormai politicamente defunto.

Mario Monti (1/40): ma chi lo vuole uno che è montato più della panna e che da Primo Ministro dice in Parlamento che non vede l’ora di non ricoprire più tale carica? E che la sta facendo solo perché gli è stato detto di farlo per fare il salvatore della Patria? Ottimo tecnico, pessimo politico: fa resuscitare Casini alla faccia della terzietà, il quale poi lo tromba sonoramente, lascia un ottimo 10% frutto del sentimento italo-cattolico della penitenza-patrimoniale dopo la confessione-espiazione dei bunga-bagordi-bunga. Dissipa tale consenso facendo apparire il NCC importante. “Ha la strada spianata verso il Quirinale”, si diceva. Quello era Ciampi, il quale sapeva il fatto suo, e comunque il politico che più ha avuto un ruolo simile a lui fu il concittadino Dini, molto più furbo e abile, ma comunque inadatto a un ruolo tanto delicato.

Rosi Bindi (1/10) si parla con insistenza di una donna al Quirinale, come fosse un segnale. Lo sarebbe stato molto di più ai tempi della Nilde Iotti, ma forse va bene anche così, un comunista era troppo anche per chi tollerava la CIA. La Bindi non lo merita perché donna, lo merita in quanto ottimo politico. Ha una limpidezza intellettuale da far invidia, posizioni bilanciate, realistiche, progressiste. Conosce le istituzioni come le sue tasche. Ha sempre pagato di persona per la sua indipendenza. Sarebbe un segnale di nettezza e di aria pulita, più che di quote rosa. Il suo unico neo è non essere conosciuta a livello internazionale, a meno che non sia giunta oltralpe la pessima battuta di Berlusconi (il quale non la voterebbe perché non ha le tette e labbra rifatte, che lui identifica come “bellezza”. Sul fatto che una persona debba essere bella si potrebbe anche essere d’accordo).

Emma Bonino (1/5). Un politico di antico lignaggio, mai una sbavatura rilevante. Diversamente da Pannella – che pare un matto in perenne crisi di astinenza da tv, più che da astinenza di zuccheri – ha dimostrato di essere sostanzialmente trasversale su molte politiche. Ha una dimensione internazionale. È un candidato molto serio.

Piero (o Pietro) Grasso (1/10). Ha il vantaggio di essere ben visto anche nel centro destra e di fatto è già il “vice-Presidente” (anche se non si dice così e un motivo c’è). Il problema è che poi ti tocca eleggere un Presidente del Senato, e a meno che il tutto non sia una strategia già pianificata, non credo che si voglia impegnare il mese di gennaio per fare ulteriori votazioni.

Sabino Cassese (1/25). A meno che uno non sia giurista, all’estero non lo conoscono, ma pochi ne sanno di diritto come lui. Una stagione politica che volesse essere veramente di riforme, e non solo a powerpoint, ne gioverebbe parecchio.

Stefano Rodotà (1/10) La piazza con entrata filtrata di Casaleggio (nota come la Rete) scelse lui. Non capisco come possa Rodotà non vergognarsi apertamente di una prova tecnica di elezione pseudo-presidenziale, essendo un fine accademico. È difficile che passi un accordo PD-M5S, dato che ormai si è capito che il gioco del M5S è non fare assolutamente nulla di politicamente rilevante.

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I colpacci:

Il Compagno BR1 Tabacci (1/200). Per una via al socialismo guidata dal tomtom più che dalle pastoie del dibattito di Gotha, e per puntare su un’alleanza pragmatica con la Russia anziché perder tempo con la dialettica sull’ideologia tedesca. L’ago della bilancia è come il maggiordomo ai tempi di un assassinio: sempre meglio tenerlo d’occhio.

L’attuale ministro della difesa (1/400): ne hanno fatto il nome per bruciare un improbabile. Pago una pizza da Mezzero a tutti coloro che leggono il mio blog se la fanno Presidente. Si dica lo stesso per i vari Maestro Muti e altri nomi buttati lì per alzare la polvere.

Mario Draghi (1/spread). Sta bene dove sta, lasciatelo lavorare in pace e magari fra 14 anni se ne riparla.

Naoto Date (1/500): in teoria la Costituzione non dice che il Presidente deve essere Italiano. Dice che deve essere di 50 anni almeno, e l’Uomo Tigre era ventenne ai primi anni ‘70, quindi rientra. Pericoloso però lo scenario con un Giappone che vuole riarmarsi: riecheggerebbero gli anni ’30 del secolo passato e si finirebbe col dichiarare guerra alla Tana delle Tigri (che ha sede in Svizzera, come noto). Faremmo la figura dei Russi agli occhi dei Russi.

Inetto La Rissa (1/666). Il diavolo, spesso scovato sui social media travestito da babbo natale, sarebbe capace di legalizzare la cocaina solo per reperirla meglio. Si scoprirebbero ufficialmente, più che finalmente, gli autori delle stragi nere perché darebbe loro la medaglia d’oro. L’Italia uscirebbe dall’UE, dall’ONU, dalla FAO e rivaluterebbe la Corea del Nord.

La Santanché (all’anagrafe Daniela) (1/999). Una donna sì, ma di centro-destra. Un delirio di maleducazione gratuita. M’immagino la scena per la designazione del Primo Ministro: “le conferisco il mandato, ma con il dito medio alzato, sttrrrrronzo!”. A sto punto meglio Brunetta (non la sorella, Renato), che quanto meno è intelligente.

Laura Boldrini (1/500). La Boldrini ha dimostrato di non capire nulla di politica, interpretando malissimo il ruolo di Presidente della Camera e gestendo peggio l’aula piena di grillini. Per carità, dall’oggi al domani è stata messa lì senza esperienza e io avrei fatto peggio magari, ma non è il posto dove dà il suo meglio. Persone con un dubbio senso dell’ironia potrebbero pensare a Nichi Vendola e dire che è equidistante sul genero, ma il punto è che Nichi non lo voterebbero da Tabacci a destra.

Raffaele Mascetti (1/1815). Il Conte ha già fatto capolino nel 2013, e la restaurazione dopo le schiocchezzuole giacobine ha sempre un certo fascino. Il Conte Mascetti ha le pezze al culo, cosa che lo rende sintonico con l’umore serpeggiante nel belpaese. L’unico problema è che il PD sarebbe diviso, perché Civati gli preferirebbe il Professor Sassaroli, più rigoroso nell’attuazione delle supercazzole.

Matteo Salvini (4/1000). I leghisti sono 4 gatti sui circa 1000 grandi elettori. Un Presidente che anziché essere ben visto dagli USA sia ben visto da Putin sarebbe la fine.

Oscar Giannino & Bigazzi (1/∞) Per il rilancio del made in Italy, moda e gastronomia in un’alleanza in cui capeggerebbe un antico motto, in versione revamping: “del gatto non si butta niente”. Bigazzi alle prese con le fettine; Oscar con le pellicce tigrate. Ma l’Uomo Tigre venderà caro il mantello!

 

[per chi non ci fosse arrivato col senso, ma fosse arrivato fin qui nella lettura, il post è semiserio]

Kobe the soloist

One passage of Kobe Bryant’s statement impressed me: the path to achieve the goal has been enjoyed more than the goal itself. Kobe Bryant became popular as he joined the NBA, just when I broke seriously my knee, in 1999. I used to play basketball every single day, under the rain, with low temperatures, in summer time. My engagement was even crazier if you think about my mediocrity: I’m 1.72cm, and never I have been really so good. Only once in my career scored more than 20 points in a game. Few times my team won just because of me (but you can bet, I remember very well those days!). Many times I gave my honest part and it was a school for my personality to deserve a place in the starting five in a team, when I was even shorter and a slim teenager. This to say that after my very serious injury, I swore to quit with basketball and take it as a social. I quit even watch and follow it. It was like to split a woman, and I drop the epopee of the Phil Jackson’s (it was his team, not any players’ team!) Lakers. I broke my knee due to over-practicing and due to my style, which was Larry Bird’s inspired. Yes, I grew up like Kobe watching VHS from NBA entertainment, and watching Capodistria channel that broadcasted some NBA: the Boston Garden was the coolest ground. Even though I was a real underdog, I feel legitimated to say something about Kobe. Even though news and facts about him came to me later on, when I rejoined some basketball in 2008 (sure, when the Celtics were regaining their deserved place and when I could play every day in Madrid). To see this guy, Kobe, couldn’t make me turn a fan of him: I’m a Celtics one, never I’ll be a Lakers supporter! But his past in Italy, in Pistoia especially, so close to my hometown, let him be a special persona to me. I even played my most important game of my life in the same ground of Kleenex Pistoia in mid 90s, just were the first league used to. It was an emotion to play in a place I used to watch on tv.

I even appreciated his “arrivederci” in a 5’ long spot about mamba. He talks Italian and I’m flattered for this. A flamboyant spot I didn’t like that much, apart some of his irony. MJ Nike’s commercials were better (a small sample). But this is not his fault.

The point of this point is another one. It’s about the second passage that impressed me: the story about the summer league with zero point. Kobe is not only a star with a talent: he created his talent. This is a point that must be considered. He got a further father, MJ, and he decided to follow and overcome him. This is a Greek myth tale, and we can only pay a tribute to him. It’s a Greek myth tale like Larry and Magic struggling like two opposing eachother Laocoontes.

But here I would like to make some critics, as Kobe is not the star I grew looking at. Kobe looks to me an American culture product, very obsessed with regaining his identity as a not-from-overseas-guy. Suffering this, he needed to show and develop therefore a hyper-American way of embodying his leadership. The soloist. The soloist is not necessarily selfish, and for sure is an example. A champion is the literal and semantical meaning: you must compare you to him, and you even and formerly must deserve to be comparable. It looks he aimed more at individual goals, rather than team’s ones. He is not desperately demanding from teammates like MJ; he wants to clear the place to be like the prima donna in opera. This is the opposite of my conception of basket, which is closer to Phil Jackson one: extra-passes, nation defense until garbage time, making score the last guy from the bench in order to don’t let have the opponent any orientation, sound team stats as the way to go to the only achievement: team’s victory and “who cares about MVPs” as a shared philosophy. I’m sure Jax would agree with me. When your teammates claps you and join you spontaneously after an MVP, there you got real respect. To this regard Hakeem Olajuwon is the very example: he was a star but he was able to let other average people shine. He was the only carrier in Rockets’ two time champions (Clyde had lost his prime in the second title, and he was not a leader like MJ) and made the Rockets appear a devastating team, while potentially they were definitely not. That is playing in team sports!

As a matter of fact, faith, idols and myths are not only chosen: destiny gives you one. As religion: you may change, but basically it is given to you when you are a child. If you are a man, you follow your credo all the way. Mine was Larry Bird, and I shall always pay my tribute to him (here the best play ever). Kobe is for his generation: people a little younger than me I guess.

However, Kobe sei un grande. Hai riscattato quell’estate a Philadelphia e nessuno, nemmeno il più stronzo, ti potrà mai mancare di rispetto.

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Raped Ukraine

I remember a dinner in Rome 10 years ago or so when we talked – Dr. Babbasky, president C. and me – about the bogus feature of the “Orange revolution” in Ukraine. Nonetheless, I felt always a little more sympathetic with the pro-European faction. Actually where all those orange (all of the same tonality) came from? Western intelligence(s), I’d say. Meanwhile attention over Ukraine felled. Only Julia Timoshenko’s face were hung on Campidoglio (the original Chapel Hill, in Rome) claiming on behalf of citizens of Rome freedom and justice for her. A nice and worthy quest; a poor analysis of the character in question and of the game at stake. Few people now remember the poisoning affair that obliged Ukraine to stay outside Europe for a while and to skip some turns regarding the entry into EU. The false step of the Vilnius agreements (Moldova, Ukraine and Georgia toward the European Union) brought directly into the nth war in Europe: eastern Ukraine. Meanwhile, “Maidan square”, Euromaiden, movement. A movement whose name is derived by its place: a square. Not the name of the square, the term square in Ukrainian. In English would be “square square movement”. Weird things. Europe is still far from resolving its everlasting taste and hungry for war for sacred turf, even if oil or other resources are not present. Donetsk and may be other oblasts are in critic turmoil with civilian paying a high prize.

Last year I promptly filled my twitter account with disapprovals against the Putin’s strategy and I began to follow a little more the Ukrainian affairs. I shall spare the reader my few points I got upon the issue and I skip to one single thing I witnessed.

I must say that if the formerly Polish city of L’viv is the most European of the Ukrainian cities, I difficultly can imagine how not so European Ukraine overall ought to be. L’viv is the only place where I put my foot (2011) and the city didn’t look like so much developed, even though very charming somehow. However the differences between Poland and Ukraine talk by themselves: to join the European Union and to have made deals for trade and industry production with western multinationals have brought a big difference at a glance if you pass through these two countries by bus. I don’t even need to say to which side prosperity, peace and civil rights stand now between Poland and Ukraine.

Ukraine looks to me like a raped woman. Everyone want to protect her in order to rape her and exploit her embodying the role of the pimp. Has ever Ukraine lived without a pimp? For sure no since the Soviet era, but the Western powers are not delivering so far a perfect situation for a state building process. Three ministers from abroad (from very anti-Russia countries) may be a help, but it is even a humiliation. I am afraid this will have a boomerang effect, one day.

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I got this image from the Modern Tate, London, accompanied by Viviana. The pic is an early Soviet propaganda showing Ukraine as a crucified woman and Russia-USSR rescuing her from capitalism. Yep. I skip detailed consideration over the relations between Russia and Ukraine, it’s not my field. But historically Kiev is a “Rus” (Ки́евская Русь = The Rus of Kiev, The (ethnic-slavish) domain of Kiev). In fact the term “Russia” comes from the pre-Statual agglomeration of tribes, a find of slavish tribes. It’s like the USA would be called “Kingdom” because it was colonized by the English. We call a part of the States “New England”, not “Kingdom” nor “new kingdom of kingdom”, or “republic of kingdom”. However, Ukraine was never an independent State, neither between the two WWs, a thing that matters. 1990 was the first time ever in modern times.

This fact is weird, such as it’s weird that the borders of European Union would be so closed to Moscow. Russia’s vocation is to be an extra-European empire, even though Moscow is in Europe. I have been not sympathetic with Putin’s era since ever, but I must say that we are missing and misunderstanding Russia’s identity. Probably because since the fall of USSR Russians lost their redefinition of identity. So we are running the severe risk to don’t realize how Western world and Russia ought to cooperate in the most fruitful way.

The narration of anti-(Islamic)-terrorism didn’t work. Any foreign affair thought by Mr. Berlusconi or Mr. Bush couldn’t be right, neither work. They were too simple in these matters. European Union meant as an advancing frontier toward Moscow is chilling; while EU as a unique character making deals with Russia is still missing. Are we making again the same mistake other people like Napoleon and Hitler made? I am very favorable concerning expansion of Europe to the East, I reckon the enlargement to 25 was a big positive achievement (can you imagine Eastern Europe nowadays during the crisis outside EU?). But in the Ukrainian case we must be cautious. The mess of the airplane Malaysian Airlines MH17 should make us reflect. Yet, it is mandatory to monitor the neo-Nazi movements around there. What we really need is not only to let countries join the EU, we would definitely need to sit down with Russia. But diplomacy won’t solve all, will only lessen the mess. Russia needs a renewed identity. That’s the point. And if I’m right the consequence is bad for us, and worse for them. Winners can only be those who are witnessing, such as China.

One thing I must say: this new flag I watched this morning is much cooler of the previous one. It is aesthetically fashionable, while the former lacks originality. Even the Crimea’s flag is not beautiful, despite it is more credible. This new flag of a not believable country is very similar to the Confederate States of America’s one (the “Dixie” “South” flag). Coincidence? However, this is the epic bogus of the year in politics. After the bogus Red Cross from Russia to Eastern Ukraine aimed at refurnish the bogus Ukrainian rebels. Well, in terms of weird events there would be a plenty of to talk about.

L’8 Dicembre

L’8 Marzo è la festa delle donne. L’8 Dicembre è la festa di una sola: Miriam. In Italia come in Portogallo, si fa festa senza che ci si renda conto veramente del perché in quanto il cattolicesimo è una fiamma spenta dalla secolarizzazione. Non si raggiungono le vette del 15 Agosto, che pare ormai una festa laica e oblata a miti novecenteschi come la giovinezza, l’edonismo e le ferie pagate, ma certo l’evento dell’8 Dicembre non è famoso come quello della nascita o resurrezione del Nazareno, suo figlio. L’8 Dicembre si festeggia l’Arcangelo Gabriele che annuncia la venuta di Gesù, il Redentore. L’angelo non è necessariamente il padre biologico, anche se la raffigurazione del volatile non aiuta a fugare i cattivi pensieri. Né la scelta della data appare, a una prima disamina ignorante, felice: possibile che Maria concepisca l’8 e il 25 dello stesso mese partorisca? No, non è il concepimento che si festeggia. È l’angelo che gli comunica la valenza di ciò che ha in grembo.

Ora, non spesso quanto con Maria, ma anche Giuseppe viene raffigurato nelle arti con l’angelo che gli dice che il fatto extra-coniugale non è peccato e che dovrà lasciar correre. Il web2.0 già imperversa di allusioni sulla professione di falegname, ora cerchiamo di non trattarlo troppo male questo uomo. In fondo è stato molto moderno, diremmo (erroneamente) oggi. Eh sì, in una religione misogina come quella ebrea non è che una giovine donna che rimane incinta può scagionarsi dicendo che gliel’ha detto l’angelo che sta per nascere il Messia. Sarebbe subito boom di angeli e s inflazionerebbe in pochissimo tempo. È Giuseppe che deve accettare socialmente la questione di un fatto non inconsueto (come diceva un ragazzino intervistato da Pier Paolo Pasolini “la donna vergine al matrimonio non ci arriva mai”), ma certamente deviante[*]. Tuttavia la quantità di Marie raffigurate da artisti è interessantissima. La versione di Leonardo da Vinci è un trionfo di neoplatonismo botanico; una Madonna di Michelangelo è la mia preferita: il suo viso è il volto di una giovine che sa di essere in un contesto ostile, mentre il bambino, pur essendo infante, ha una massa muscolare e una lucidità che già lascia prefigurare l’evoluzione che si vedrà da adulto nella Cappella Sistina. Il bimbo è santo dalla lucentezza del suo deltoide già sviluppato, non dall’aureola. Ma anche Antonello da Messina dice tutto, in un volto velato alla maniera mediterranea, sulla cifra umana di Maria. Ambigua, come la sua nazionalità, l’elaborazione di Dante Gabriel Rossetti, il quale restituisce in pieno la storicità adolescenziale o quasi pre-adolescenziale di Maria. Più di recente la Madonna diventa pallida, ariana (nel senso raziale-nazista, non eretico), inespressiva, quasi ebete. Una raffigurazione adatta all’epoca della riproducibilità tecnica ma soprattutto alla semplificazioni del kitsch per tutti. Le Madonne che si hanno in casa spesso fanno pendant col Gesù-Batistuta con gli occhi azzurri e il capello biondo sciolto. Mala tempora currunt nelle arti raffigurative… Meriteremmo di meglio, o forse meritiamo proprio questo.

Michelangelo - Madonna

Dell’8 Dicembre mi affascina la sua decadenza nella questione. Lo dico da Toscano che ha sentito etichettare la Madonna in modi rocamboleschi. A nessuno interessa approfondire se Maria fu peccatrice ad aver perso la verginità prima del matrimonio (e magari con un altro), se ciò a cui ci viene chiesto di credere è un’inseminazione divina senza lacerazione dell’imene e atto sessuale completo, o se più semplicemente si annuncia che nascerà Gesù, con o senza dolori nel parto. L’ignoranza che mi assale è inferiore soltanto al danno provocato dall’oblio e alla mancata riflessione che essa comporta.

Volendo leggere la questione in termini storicistici, il nostro eroe Pio IX mette un carico da 11 contro la secolarizzazione a metà ‘800 rafforzando la complicatezza dei dogmi cattolici esentando Maria dal peccato originale. Nel 1950, quasi 2000 anni dopo i fatti realmente accaduti, viene risolta una questione di date: la Madonna – tramite l’assunzione (che sarebbe appunto Ferragosto) – avrebbe costituito eccezione rispetto alla data del “salvi tutti” dopo la Resurrezione di Gesù. Pare che anche Virgilio avesse inoltrata domanda e si fece raccomandare dall’Alighieri per essere incluso nell’assunzione. Ma si sa che si raccomandano per i posti buoni solo una persona per volta. Virgilio finirà il suo viaggio con Dante un’altra volta, magari a crisi finita, o quando il papa sarà nero e donna al contempo (più facile accada prima la seconda se l’Unione Europea continua a essere diretta da certo establishment mediocre).

La verginità invece era già patrimonio da secoli. Il Cristianesimo si fonda anche su questo: la donna può generare il Messia senza peccato, senza rapporto sessuale. La donna, una sola e da esempio irripetibile per tutte le altre qui in avanti, diventa beata in quanto eccezionale, ma anche in quanto umile. La religione cristiana offre per le donne un esempio a tutto tondo fra purezza e semplicità. Maria è il simbolo fatto personaggio dell’Amore che perdona tutti e tutto; richiede solo l’umiltà dell’ammissione della colpa.

Le implicazioni del culto Mariano, o comunque del culto della Madonna sono, che io sappia, molto trascurate dal pensiero femminista che in questo denoterebbe (se è vero che non ne hanno trattato) una certa pochezza intellettuale. Le implicazioni del ruolo della Madonna vanno secondo me oltre l’assenza nella chiesa Cattolica (Ortodossa e le altre anche) delle donne che officiano la liturgia o assurgono a cariche clericali importanti. E va oltre anche il ruolo della Maddalena. Il modo in cui consideriamo la mamma di Gesù riguarda il modo in cui consideriamo la donna nella società: quali sono i suoi diritti, i doveri, i diritti negati e quelli esclusivi.

Se l’8 Marzo è la festa di tutte le donne, l’8 Dicembre è un giorno di vacanza per tutti, ma la festa è di una sola donna. Se l’8 Marzo è la festa di questa metà del cielo, l’8 Dicembre è giorno santo per tutti, femmine e forse ancora di più per i maschi.

[*] Soltanto di recente si è completamente sdoganato il mito della donna che la dà a ripetizione e che assurge a Santa per questo. Concetti come quelli di “zoccola etica” o personaggi popolari come Valentina Nappi lo testimoniano. Ma questo è un altro post.